SuoreHorror 2: The nun (La Monja, 2005) – Recensione

SuoreHorror 2: The nun (La Monja, 2005) – Recensione

Dopo la recensione di L’isola della vendetta, passiamo da un film tedesco ad uno spagnolo, per la rubrica HorrorSuore. Il titolo è The nun (La Monja), esattamente come il film di Corin Hardy in uscita in Italia il 20 settembre. Parliamo però in questo caso di un film del 2005, diretto Luis de la Madrid e sceneggiato da Jaume Balagueró. Esatto, lo stesso di Fragile – A Ghost Story e di Rec. Tra gli altri spicca il nome di Brian Yuzna, regista e produttore che chiunque sia un appassionato di horror non può non aver almeno sentito nominare. Yuzna ha diretto dagli anni ’80 in poi film come Society – The Horror e Re-Animator 2. Per qualche ragione, aspettavo da anni il momento giusto per vedere The nun. Quale occasione migliore quindi se non la rubrica SuoreHorror?

Suore Horror: The nun 2005 recensione

The nun

( La monja)

Nazione: Germania

Anno: 2001

Regia: Luis de la Madrid

Sceneggiatura: Jaume Balagueró

Interpreti: Belén Blanco, Cristina Piaget, Oriana Bonet, Anita Briem, Teté Delgado, Natalia Dicenta, Alistair Freeland, Manu Fullola, Paulina Gálvez, Lola Marceli, Montse Pla. 

Locandina del film spagnolo The nun, 2005

Trama: Dopo aver assistito alla morte della madre, apparentemente causata da una suora, Eve (Anita Briem), si ritrova a indagare sul suo passato ai tempi del collegio. Accompagnata dai suoi amici e da un seminarista, Eve inizia a scoprire la verità sulla crudele suor Ursula, mentre le colleghe di collegio della madre continuano a morire in singolari circostanze.

Attenzione contiene spoiler!

Che dire se non che il 2005 sembra essere un anno segnato dall’acqua per i film horror? Siamo infatti reduci dal successo di The ring di Gore Verbinski (2002) e stiamo assistendo all’uscita di una serie di pellicole nelle quali l’acqua ha un ruolo fondamentale. È infatti l’anno di Dark Water di Walter Salles, dello stesso The ring 2,  ma anche di film minori come Haunted boat – Incubo in alto mare (Olga Levens). The Nun si inserisce quindi in questo contesto, proponendoci la storia di un fantasma acquatico con le fattezze di una suora.

Come in The ring, l’acqua diventa in The nun un elemento soprannaturale. Il fantasma stesso è in un certo senso fatto di acqua ed il motivo risiede ovviamente nelle modalità con cui è morto il personaggio di suor Ursula. Se ci fosse anche un video maledetto sulla suora saremmo a cavallo! In realtà ci sono dei video, come c’è una certa presenza della tecnologia, in qualche modo “posseduta”. Vediamo infatti l’acqua uscire inspiegabilmente da apparecchiature elettroniche, come i cellulari. Per di più il personaggio più demenziale del film, gira spesso con videocamera a mano a filmare tutto ciò che gli capita tiro. Questi elementi tecnologici sembrano però inseriti prevalentemente perché di moda. Se da una parte infatti copiano The ring, dall’altra citano i mockuentary. Questo avviene non solo tramite l’utilizzo di alcune (inutili) riprese con videocamera a mano, ma anche letteralmente. Viene ad esempio menzionato The blair witch projeckt dal ragazzo dell’amica di Eve, modificato in “Nun witch projeckt”. E a proposito di citazioni, il patto tra le ragazze negli anni ’80, ricorda quello tra i protagonisti di So cosa hai fatto (I know what you did last summer), titolo che a sua volta viene ad un certo punto nominato. Non manca tra l’altro un piccolo tocco di autocitazionismo: sull’aereo trasmettono un film proprio di Brian Yuzna.

Veniamo ora al personaggio della suora. Se suor Ursula fa un minimo di impressione da viva, a causa della sua follia autoritaria, lo stesso non si può dire della sua versione postuma. Il fantasma sembra infatti uscito da un negozio di costumi di Halloween e non riesce praticamente mai a spaventare davvero. I suoi tuffi a rallenty dentro le persone rendono la suora fantasma a dir poco demenziale. Bisogna dire però che lo schema alla base degli omicidi tenta un minimo di originalità. La suora infatti uccide tutte le ex allieve replicando la morte delle sante cui i loro nomi si riferiscono.

I dialoghi non sono particolarmente brillanti e in alcuni casi le dinamiche tra i personaggi risultano insensate. Com’è possibile che il detective scambi una serie di opinioni sul primo omicidio con la giovane amica della protagonista, come se questa fosse una sua collega? Non parliamo poi del seminarista che si invaghisce della protagonista, facendo tra l’altro una brutta fine. Una sorta di punizione per non essere rimasto sulla retta via, dopo aver iniziato gli studi per diventare prete. Come se non bastasse, a tirare le fila è proprio il personaggio più demenziale del film: il ragazzo dell’amica di Eve, che improvvisamente sembra diventare un illuminato detective, non privo di una certa sensibilità psicologica.

The nun sembrerebbe dunque un film da guardare in una serata in cui non si abbia molto di meglio da fare. Naturalmente gli appassionati incalliti di film sulle suore non lo possono perdere. Si tratta però di uno di quei casi in cui si ha l’impressione che la figura horror della suora non sia ancora stata sfruttata al meglio. Attendiamo quindi a maggior ragione The nun di Corin Hardy!

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

One Reply to “SuoreHorror 2: The nun (La Monja, 2005) – Recensione”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza cookie tecnici e cookie di terze parti per arricchire l'esperienza utente. Continuando la navigazione del sito si accetta automaticamente l'utilizzo dei cookie nel proprio computer. Per maggiori informazioni vi invitiamo a leggere l'informativa. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi