Finders Keepers – Non si gioca con morte – Recensione

Finders Keepers – Non si gioca con morte – Recensione

Dopo Dolly Dearest – La bambola che uccide, ci dedichiamo al secondo film della rubrica BamboleHorror, con questo Finders Keepers, che in Italia è diventato l’orribile Non si gioca con morte (ma i distributori italiani riescono mai a non fare danni col titolo?). Il film in questione è di poche pretese, sia a livello di budget che di storia, come purtroppo spesso accade con i film horror di bambole, ma può essere considerato un prodotto di intrattenimento medio-buono, proprio se non si hanno particolari aspettative. Vediamo in cosa consiste!

Finders Keepers Recensione - Non si gioca con morte

Finders Keepers

(Finders Keepers)

Nazione: Stati Uniti

Anno: 2014

Regia: Alexander Yellen

Sceneggiatura: Jeffrey Schenck, Peter Sullivan

Interpreti: Patrick Muldoon, Kylie Rogers, Jaime Pressly, Justina Machado, Marina Sirtis, Tobin Bell

Alyson (Jaime Pressly) si è appena separata dal marito (Patrick Muldoon) e si trasferisce con la figlia Claire (Kylie Rogers) in una casa appena acquistata. Una volta arrivate, la bambina si accorge che nella nuova abitazione è accaduto qualcosa di poco piacevole e subito trova sotto un asse del pavimento una bambola dall’aspetto inquietante e dalle fattezze artigianali. Da questo momento una serie di morti inizieranno a coinvolgere le persone che in qualche modo vengono a contatto con la bambola, mentre Claire comincia a mostrare un attaccamento morboso al giocattolo.

Se in Dolly Dearest avevamo a che fare con una bambola posseduta da un’entità malvagia, nel caso di Finders Keepers ci confrontiamo con una Muñeca quitapena, in inglese Worry doll, in italiano bambola della preoccupazione. Originaria del Guatemala, ma molto diffusa anche in Messico, la bambola della preoccupazione viene data ai bambini affinché le raccontino le loro preoccupazioni e paure, per poi tenerla sotto il cuscino durante la notte. Il mattino seguente le preoccupazioni dovrebbero essere sparite. Finders Keepers ne dà tuttavia una versione un po’ diversa, quasi capovolgendone il senso e tramutando la bambola in un oggetto che produce preoccupazioni e paure, non tanto però nella bambina protagonista, quanto nelle persone che le ruotano attorno. In generale viene descritta come un oggetto che porta sfortuna.

La bambola del film Finders Keepers, Non si gioca con morte
Lilith, la bambola di Finders Keepers in una scena

La nostra Muñeca quitapena rimanda naturalmente a tante altre bambole del cinema, ma forse ad una in particolare, per artigianalità e per alcune inquadrature. Chi ricorda una certa bambola Zuni degli anni ’70, presente nel terzo episodio del film Trilogia del terrore? Sebbene in alcuni momenti non sia del tutto chiaro se ad agire sia la bambina o la bambola, certe inquadrature rasoterra del coltello che si avvicina alla vittima, fanno pensare proprio alla bambola Zuni, che ahinoi, più di 40 anni dopo riesce a creare un’atmosfera più inquietante della Worry doll di Finders Keepers. Naturalmente è presente qualcosa anche della bambola assassina più famosa della storia del cinema horror: Chucky. A Chucky è riservato addirittura un omaggio, quando vediamo un corpo cadere pesantemente su una macchina (e chi conosce bene Child’s play del 1988, sa di cosa parlo).

In un periodo in cui la saga di The conjuring inizia a svilupparsi e il primo capitolo di Annabelle esce quasi in contemporanea a questo film, Finders Keepers tenta la strada del folklore e della leggenda, anziché puntare sul solito demone che possiede prima l’oggetto e poi le persone. Ripristina tra l’altro Tobin Bell, in pausa dai tempi di Saw 3D, dandogli la parte dello psicologo che sospetta la presenza di maltrattamenti in famiglia ai danni di Claire. Purtroppo tutti i personaggi, dal primo all’ultimo, non riescono ad essere realmente credibili. La sovraeccitata vicina di casa, amante dei gatti, ha un atteggiamento a dir poco macchiettistico. L’amica (amante?) che va a trovare Jonathan, a cena con la figlia, riesce a fare tutte le cose più stupide possibili. E non ci si sorprende poi che nel giro di poco venga braccata dalla bambola.

Gli omicidi non riescono però a creare realmente tensione, in quanto sbrigativi e grotteschi. Vogliamo parlare di quello della padrona del diner, che si ritrova sola nel locale dopo la chiusura, con una specie di lanciatore di coltelli invisibile? E della caduta della vicina di casa dalle scale a causa di un filo teso? La scarsa qualità delle scene di omicidio è rafforzata da un cast non particolarmente brillante, in cui nemmeno Tobin Bell, veterano del cinema horror, riesce ad uscire dalla sua consueta espressione catatonica. Pur avendo l’aspetto giusto per un film horror, la bambola non spaventa realmente, in quanto non trasmette quel senso di inquietudine, dovuto al dubbio sulla sua capacità di animarsi. E il richiamo al nome Lilith, demone compraso in vari film e telefilm, tra cui 30 giorni di buio 2, non è sufficiente a renderla più spaventosa.

Quindi a chi è consigliato Finders Keepers? Ancora una volta agli appassionati di giocattoli assassini, che non possono perdersi nemmeno un film di questo filone del cinema horror.

Voto: 6/10

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

One Reply to “Finders Keepers – Non si gioca con morte – Recensione”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza cookie tecnici e cookie di terze parti per arricchire l'esperienza utente. Continuando la navigazione del sito si accetta automaticamente l'utilizzo dei cookie nel proprio computer. Per maggiori informazioni vi invitiamo a leggere l'informativa. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi