Dolly Dearest – La bambola che uccide – Recensione

Dolly Dearest – La bambola che uccide – Recensione

BamboleHorror: Dolly Dearest è la sorella dimenticata di Chucky

Il 2019 è un anno horror molto orientato alle bambole. Tra giugno e luglio escono infatti Child’s Play, remake del film La bambola assassina, Annabelle Comes Home, terzo capitolo della diabolica bambola di The Conjuring, nonché Brahms: The Boy 2. Ho deciso quindi di rincarare ulteriormente la dose, proponendo qui nel blog un’altra piccola rubrica, dopo SuoreHorror dell’estate scorsa, conlcusasi con Demonia di Lucio Fulci. Naturalmente stavolta parliamo di BamboleHorror e la prima protagonista è Dolly Dearest. Trattasi di un film del 1991, nato sull’onda del successo di Chucky, che quello stesso anno usciva al cinema con La bambola assassina 3.

Dolly Dearest – La bambola che uccide

(Dolly Dearest)

Nazione: Stati Uniti

Anno: 1991

Regia: Maria Lease

Sceneggiatura: Maria Lease, Rod Nave, Peter Sutcliffe

Interpreti: Denise Crosby, Sam Bottoms, Rip Torn, Chris Demetral, Candace Hutson, Lupe Ontiveros

Il signor Elliot Wade (Sam Bottoms) si trasferisce con la moglie (Denise Crosby) e i due bambini, in una casa in Messico, per lanciare la produzione delle bambole Dolly Dearest. La fabbrica da rigovernare, si trova proprio vicino ad un sito di scavi archeologici, nei quali è appena morto un archeologo a causa di un incidente. I poveri malcapitati non sanno che dal sito è uscito lo spirito maligno di Sanzia, una sorta di anticristo di una tribù locale, che si è impossessato delle bambole presenti nella fabbrica. La figlioletta del signor Wade si attaccherà particolarmente ad uno dei giocattoli, che porterà sempre con sé.

Dolly Dearest in una scena del film
Dolly Dearest in una scena del film

Dolly Dearest è interessante per il periodo in cui si colloca, che rende il film un parente molto stretto de La bambola assassina. Ci troviamo negli stessi anni in cui iniziava la produzione dei vari sequel di Puppet Master, quindi evidentemente i produttori avevano capito che le bambole potevano ricevere una certa attenzione all’interno del genere horror. Come Chucky, Dolly è una bambola che si anima e si lega ad un bambino. Entrando a stretto contatto con la figlia del produttore di bambole, lo scopo sembra quello del controllo della mente. Si può dire che Dolly Dearest contenga alcuni richiami a L’esorcista, mantenendo lo schema della possessione diabolica conseguente ad un ritrovamento archeologico. Solo che qui la possessione è di una bambola, la quale in un’inquadratura ricorda proprio una posa di Linda Blair nel film di William Friedkin del 1973. Tuttavia, rispetto a L’esorcista, ma soprattutto a Chucky, Dolly non fa affatto paura, tutt’al più riesce a strappare qualche sorriso. I momenti in cui la bambola si anima sono infatti puro divertimento per gli amanti dell’horror, grazie soprattutto agli ottimi effetti speciali pratici, curati da Michael Burnett, molto simili a quelli dei film di Chucky degli stessi anni.

La trama di Dolly Dearest si presenta però alquanto debole e in molti momenti si ha l’impressione che il centro della storia non sia proprio la bambola. Il giocattolo sembra rappresentare uno dei modi possibili in cui il male può manifestarsi, come viene detto dal personaggio della suora, sorella della ex governante defunta della famiglia Wade. I personaggi del film sono appena abbozzati, non sappiamo praticamente nulla di loro, mentre da un punto di vista attoriale l’unica che spicca è probabilmente Denise Crosby, da poco reduce di Pet Semetary (Mary Lambert, 1989).

Forse la scena di maggior interesse è quella in cui madre e figlio concordano sul fatto che la bambola sia viva e si uniscono allo scopo di fermarla, cosa più unica che rara in un film di questo tipo, in quanto generalmente gli adulti non credono ai bambini quando si trovano in queste situazioni e tendono a fare quindi una brutta fine per non aver dato loro ascolto.

In questo contesto, con Dolly che aizza la figlia contro la madre, mentre il figlio punta un fucile contro la bambola, dicendole “gioca con questo”, viene anticipato quanto vedremo nel 2013 dopo i titoli di coda di La maledizione di Chucky. Anche la pluralizzazione della bambola posseduta anticipa di molto alcune cose che vedremo negli ultimi film di Don Mancini.

A chi è consigliato dunque Dolly Dearest? Naturalmente agli amanti dei film horror sulle bambole, che non possono perdersi nemmeno un film di questo filone.

Voto: 5/10

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