Dolls – 1987 – Recensione

Dolls – 1987 – Recensione

Dopo Dolly Dearest – La bambola che uccide e Finders Keepers, eccoci alla terza ed ultima recensione della rubrica HorrorBambole, che tocca stavolta a Dolls di Stuart Gordon. Il film è un gioiellino per gli amanti delle bambole, ma anche ormai una pietra miliare nell’ambito del cinema horror. Dopo il geniale Re-Animator (1985) e From Beyond – Terrore dall’ignoto (1986), Gordon insieme a Brian Yuzna riempie lo schremo di bambole antiche e propone una loro originale versione pre-chucky.

Dolls – Bambole

(Dolls)

Nazione: Stati Uniti

Anno: 1987

Regia: Stuart Gordon

Sceneggiatura: Ed Naha

Interpreti: Ian Patrick Williams, Carolyn Purdy-Gordon, Stephen Lee, Carrie Lorraine, Guy Rolfe, Hilary Mason, Bunty Bailey, Cassie Stuart.

Judy (Carrie Lorraine), il padre (Ian Patrick Williams) e l’odiosa matrigna (Carolyn Purdy-Gordon), sono in vacanza e si ritrovano in una zona sperduta con l’arrivo di un temporale ed un problema alla macchina. A pochi passi però si trova una vecchia e tenebrosa casa, nella quale i tre cercano riparo, scoprendo che ci vive una singolare coppia di anziani (Guy Rolfe e Hilary Mason), con la passione per la fabbricazione di bambole. A trascorrere la notte insieme al gruppo, si uniranno due discinte autostoppiste ed un simpatico bambinone (Stephen Lee) che farà amicizia con Judi. Ben presto però la casa diventerà una sorta di territorio di caccia per le bambole.

Con Dolls ci troviamo nell’ambito della fiaba per bambini dai risvolti horror. Le bambole serial killer, come sappiamo, inizieranno ad invadere lo schermo a partire dall’anno dopo, grazie a Chucky. Non che gli omicidi manchino in Dolls, anzi, ci sono e abbondano di gore per un film tutto sommato così dolce. Tutta colpa di Brian Yuzna probabilmente, noto re dello splatter e del disgusto. Ma naturalmente va bene così! I personaggi, eccezion fatta per la coppia di anziani, che rappresentano i nonni ideali per ogni amante dell’horror, si rivelano talmente odiosi che non si vede l’ora che le bambole inizino a farne scempio. L’unico personaggio che riesce a salvarsi è Ralph, adulto che non ha del tutto abbandonato l’ingenuità dell’infanzia e riesce infatti a fare amicizia con Judi.

Un difetto, che tuttavia si riesce a perdonare al film, è la presenza visibile in alcune inquadrature dei bastoni che sorreggono le bambole. A parte questo, gli effetti speciali fanno la loro ottima figura, animando il viso delle bambole e facendo loro compiere svariati movimenti, anche a mezza figura.

Rispetto a molti altri film di questo sottogenere, Dolls dà una versione di questi giocattoli, che li rende quasi degli esseri karmici, intenti ad offrire alle persone la possibilità di redimersi, reimparando ad essere bambini. Come in ogni fiaba che si rispetti quindi, anche qui c’è una morale. Il prezzo da pagare per la mancanza di comprensione verso i bambini, conduce a trascorrere un po’ di tempo insieme alle bambole, per così dire. E in fondo il vero oggetto di interesse sono proprio loro. Non si vede l’ora che entrino in azione, che si muovano e ci si dispiace quando le si vede rovinate o distrutte, perché questa è casa loro e solamente loro decideranno se si è degni di continuare a vivere come prima o se si dovrà imparare a farlo in modo nuovo.

A chi è consigliato quindi Dolls? Ovviamente agli amanti delle fiabe horror e a chi in qualche modo è ancora un po’ bambino.

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