Annabelle 3 – Recensione del film

Annabelle 3 – Recensione del film

Siamo al terzo capitolo della saga di Annabelle, a sua volta contenuta nella saga di The conjuring. Annabelle 3, in patria Annabelle Comes Home, vuole essere una sorta di notte al museo con Annabelle, come aveva definito il film il regista e sceneggiatore Gary Dauberman, che dopo aver sceneggiato i primi due capitoli, oltre a The nun, passa stavolta alla regia. Ne esce una sorta di tunnel della paura per adolescenti, di buona fattura, con delle ottime protagoniste, senza cose particolari da segnalare. Possibili nuovi spin-off in arrivo, basati sulle nuove entità uscite dal museo dell’occulto dei Warren.

Annabelle 3 recensione. Una scena di Annabelle Comes Home.

(Annabelle Comes Home)

Nazione: Stati Uniti

Anno: 2019

Regia: Gary Dauberman

Sceneggiatura: Gary Dauberman

Interpreti: Vera Farmiga, Patrick Wilson, Mckenna Grace, Steve Coulter, Madison Iseman, Katie Sarife, Stephen Blackehart, Paul Dean, Samara Lee, Joseph Bishara

Judy (McKenna Grace) rimane a casa con la sua babysitter e amica Mary Ellen (Madison Iseman), alla quale si aggiunge l’indiscreta Daniela (Katie Sarife), mentre i genitori (Vera Farmiga e Patrick Wilson) sono fuori casa per lavoro. Daniela si avventurerà nella stanza degli oggetti maledetti per curiosare, facendo uscire Annabelle dalla sua teca, scatenando così le forze diaboliche legate al giocattolo e agli altri oggetti.

Annabelle Comes Home è il titolo originale di Annabelle 3, ossia “Annabelle viene a casa”. Ed è proprio da questo che il film comincia. Dopo aver recuperato la bambola dalle infermiere che la tenevano a casa con loro nella scena iniziale di The conjuring (2013), Ed e Lorrain Warren, gli ormai noti indagatori dell’occulto, la portano via con sé in macchina e hanno una prima prova del suo potere, quando si fermano per controllare l’auto e Ed viene spinto sulla strada da uno degli spiriti, usciti dal cimitero di Maryville. Questa introduzione serve a giustificare la successiva animazione della collezione di oggetti maledetti presente in casa Warren, impossibile senza la particolarità della bambola, ossia essere un magnete per altri spiriti.

Annabelle 3 è interessante proprio per la visita alla stanza degli oggetti derivanti dai vari casi trattati dai coniugi Warren, oggetti che a detta loro sono tutti infestati, maledetti o utilizzati in qualche pratica rituale. Veniamo quindi brevemente a conoscenza di altre entità ospitate in casa Warren. Nessuna di queste tuttavia riesce ad avere un carisma tale da farci desiderare di rivederla in un suo film dedicato. Fa eccezione forse The ferryman, il tragettatore, spirito dedito al trasporto delle anime nell’aldilà, in cambio di due monete lasciate sugli occhi dei morti. Il richiamo al Caronte della mitologia classica, rende forse questo personaggio più affascinante di altri, se non altro per noi europei. Oltre a questo abbiamo un abito da sposa maledetto, che rende violenta colei che lo indossa, una sorta di lupo mannaro (the hellhound), una tv che sembra anticipare gli eventi ed alcune altre cose, che rendono Annabelle 3 un tunnel della paura per adolescenti, nel quale di tanto in tanto esce dal buio una delle attrazioni, per fare buh. Ma va bene così, perché per il target a cui questo genere di film è dedicato e l’intrattenimento leggero che propone, siamo assolutamente nella norma.

Va da sé quindi che, come anticipato dalle recensioni americane, questo nuovo Annabelle in modo simile ha The nun, sia un po’ debole da un punto di vista narrativo. Non c’è una grande storia alla base, mentre vengono accennati i background delle protagoniste, che talvolta giustifica alcune scelte apparentemente stupide, come quella di entrare a tutti i costi nella stanza degli oggetti maledetti a toccare ogni cosa. Le tre protagoniste sono molto carine e funzionano bene come trio, riuscendo perfino ad invertire il ruolo della bionda, solitamente considerata quella più stupida. Nel complesso risulta evidente il tentativo di dare visibilità a Judy Warren, allo scopo di utilizzarla in eventuali futuri film, considerata anche la sua capacità medianica, simile a quella della madre Lorrain. McKenna Grace (Amityville – Il risveglio, The haunting of Hill House) è adorabile come sempre e dà prova ancora una volta di essere perfettamente a suo agio davanti alla macchina da presa in un film horror (suo genere preferito). Ed e Lorrain Warren, in apertura e in chiusura del film, non aggiungono molto di particolare, pur essendo la prima volta che compaiono in uno spin-off della serie.

Staremo a vedere quali saranno i prossimi passi nel franchise di The conjuring. Nel frattempo, se siete fan della saga, godetevi Annabelle 3 al cinema e se andate in uno scantinato con oggetti maledetti, ricordatevi di chiudere tutte le serrature a chiave quando uscite.

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